Scomponi il problema in piccole parti

Quante volte ci troviamo dinanzi a problemi che scoraggiano prima ancora di iniziare?

E se ci fosse una maniera per semplificare le cose ?

Scomponi-il-problema-in-piccole-parti3 Scomponi il problema in piccole parti

Molto spesso la difficoltà principale nel risolvere alcuni dei nostri problemi, non risiede nel problema in sè, ma nella resistenza iniziale con la quale ci scontriamo prima ancora di iniziare. Cioè molte volte, immaginando le difficoltà o scocciature alle quali andremo incontro qualora decidessimo di portare a termine un certo compito, decidiamo di non cominciare proprio e rimandiamo continuamente.

Quando un compito sembra troppo lungo o difficile da portare a termine, una buona strategia è quella di scomporlo in parti più piccole. Questa tecnica aiuta perchè pur non cambiando il problema in sè, modifica la percezione che si ha di esso.

Ad esempio, nel caso delle pulizie di casa, il pensare di pulire  partendo da una stanza per poi passare alla successiva  è senz’altro più incoraggiante rispetto all’idea delle “pulizie di casa generali”.

Come in questo esempio, qualsiasi compito o problema per quanto possa presentarsi integro è in realtà fatto di sequenze, fasi, di piccoli passaggi successivi. Eppure molto spesso, quando pensiamo al problema che dobbiamo risolvere, lo immaginiamo come un unico problema.

Osservare un problema soltanto nella sua globalità comporta il rischio che lo si valuti come troppo complesso, alimentando così ansie e timori rispetto alla sua possibile risoluzione.

Per questo quando un compito appare troppo complicato, meglio scomporlo in parti più piccole.
Non è essenziale programmare fin dall’inizio tutte le fasi, si procede con la prima e terminata questa si decide la successiva e così via fino al fine del compito.

Quali sono i benefici di questa tecnica?

Dividere un compito in step, affrontarlo un pezzo per volta, offre due enormi vantaggi:

1. Aiuta nella parte iniziale dove l’ansia di non farcela è maggiore e potrebbe causare rallentamenti o anche blocchi (non ce la farò mai quindi meglio non provarci neppure);

2. Garantisce dei parziali ma progressivi successi che alimentano l’autostima e la certezza di arrivare in fondo (se continuo così ce la posso fare, mi manca poco, è fatta).

Infatti, come nell’esempio delle pulizie di casa, il pensiero di iniziare da una stanza è certamente più incoraggiante rispetto all’idea delle pulizie di tutta la casa, inoltre, dopo aver speso energie per pulirne una, saremo forse più invogliati nel proseguire con le altre.
Questa tecnica, poi, volendo, può essere applicata anche in alcune situazioni, dove il compito si presenta compatto; in questo caso si potrebbe introdurre un’apposita sequenza e renderlo in tal modo “frazionabile”.
Una domenica assieme a degli amici abbiamo deciso di percorrere a piedi anzichè in auto, il tratto di strada di circa due ore che ci divideva dalla nostra vera meta, il Vesuvio.
Per rendere almeno ai miei occhi l’impresa meno ardua ho immaginato di dividere il percorso in quattro tempi, ciascuno di mezz’ora. Il mio intento era di spostarmi dal lontano traguardo delle due ore a quello più prossimo della prima mezz’ora, poi la seconda e così via.
Pur avendo fatto lo stesso percorso, ho avuto l’impressione che gli altri fossero più inclini a lamentele e a scoraggiamenti ed anche più stanchi una volta raggiunta la meta tanto ambita: un ulteriore percorso di quaranta minuti ma da togliere il fiato.

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Diego Chiariello

Psicologo clinico e Psicoterapeuta, da anni metto al servizio della mia comunità e di quella virtuale, l'esperienza e la passione per la pratica psicologica del benessere della persona.

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