La storia del bicchiere d’acqua e dello stress

Avete mai sentito parlare della storia del professore di Psicologia che tenne una lezione ai suoi studenti con in mano un bicchiere d’acqua?

Tra gli psicologi è abbastanza nota e anche sul web circola parecchio. In ogni modo chiarisce a mio avviso, un aspetto dello stress e delle preoccupazioni poco considerato e per questo ve la ripropongo qui.

La-storia-del-bicchiere-dacqua-psicologo-pagani La storia del bicchiere d'acqua e dello stress

Si narra che un professore di Psicologia dell’Università di Berkely fece il suo ingresso all’interno dell’aula con in mano un bicchiere d’acqua.

In aula si iniziò a vociferare, qualcuno pensa che ora l’insegnante cominci a parlare di ottimismo, bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ma ciò che egli semplicemente chiede è:

“Quanto pesa questo bicchiere d’acqua”?

Gli studenti provano a rispondere: qualcuno dice 200 grammi, qualcun’altro 300, 350, 400…

“Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”, risponde il professore, “ciò che più conta è per quanto tempo lo tenete sollevato.

Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi!
Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante…
Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!

In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato!
Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante…

Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.

Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro.
Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente.

Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa.
Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!

Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni.
Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete!

Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”

Le mie osservazioni:

Quello che mi piace di questa storia (vera o presunta che sia) è in special modo, l’efficacia con la quale spiega il concetto di stress, lasciando vedere come esso è il risultato non solo della natura dell’evento stressante (in questo caso, alzare il bicchiere d’acqua) ma anche della sua durata ( il tempo impiegato a trattenerlo). Si capisce allora come anche certi compiti tranquillamente eseguibili da parte del soggetto, potrebbero diventare stressanti a causa del carico di tempo richiesto per svolgerli. 

Così anche il preoccuparsi, un’attività mentale del tutto naturale, potrebbe perdere quella sua funzione di utilità se impiegata in maniera eccessiva.

Il mio suggerimento per cui è di non lasciarsi andare troppo liberamente a fantasie catastrofiche prima di cominciare qualcosa e allo stesso modo di non lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni per qualcosa che si è fatto. La realtà non è nella nostra testa ma nel mondo fuori di essa ;-)

 

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Diego Chiariello

Psicologo clinico e Psicoterapeuta, da anni metto al servizio della mia comunità e di quella virtuale, l'esperienza e la passione per la pratica psicologica del benessere della persona.

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