Come trasformare le proprie ferite

Un post del collega Peir Luigi Gallucci che attraverso una suggestiva metafora sottolinea ancora una volta l’indubbio potenziale di trasformazione contenuto in ogni ferita e come dal dolore possa nascere qualcosa di straordianario e unico.

Avete presente quando ci imbattiamo per caso in due cose diverse, ma che ci comunicano, come per coincidenza, un messaggio simile?
E’ quello che mi successo con un aforisma che ho letto e un’immagine che mi è capitata sotto agli occhi:

Kintsugi02 Come trasformare le proprie ferite

“A ciascuno il compito di trasformare le proprie ferite in punti di inserimento per le ali” 

(J. Sullivan)

 

 

Il kintsugi (o kintsukuroi, letteralmente significa “riparare con l’oro”) è un’arte giapponese che consiste nel riparare oggetti di ceramica rotti con oro o argento liquido o lacca mischiata a polvere d’oro per saldarne insieme i frammenti.

Questa tecnica permette così di ottenere degli oggetti preziosi perchè ne aumenta il valore sia dal punto di vista economico sia da quello artistico: ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico e irripetibile, per la casualità con cui la ceramica si può rompere.

La pratica nasce dall’idea di base che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora più grande di forza e perfezione estetica e interiore.

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Metaforicamente, non importa dunque quante ferite abbiamo subito, quante volte ci siamo scheggiati, rotti o spezzati: abbiamo sempre la possibilità di superare le difficoltà che attraversiamo, rendendo la nostra vita più forte e migliore di prima.

Conclusioni:

L’idea che da una ferita possa nascere qualcosa di buono è un’esperienza che in molti conoscono, perchè è solo dal dolore che spesso nasce la forza per il cambiamento.

Come convertire la sofferenza in qualcosa di prezioso non puo essere spiegato perchè non esiste un metodo precostituito valido per tutti. Credo però che ognuno di noi guardando alla propria vita retrospettivamente possa affermare che tante conquiste perseguite sono figlie di innumerevoli sconfitte.

Per questo, l’essenziale non è preservarsi dallo scontro per non riportare ferite ma anzi sanguinare e rompersi perchè “solo dalle crepe entra la luce”.

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Diego Chiariello

Psicologo clinico e Psicoterapeuta, da anni metto al servizio della mia comunità e di quella virtuale, l'esperienza e la passione per la pratica psicologica del benessere della persona.

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